is there life on mars?

10.5.08

il mio nuovo studio/labo




(ma tanto non c'ho i soldi)

9.5.08

il mio nuovo soggiorno




(ma tanto non c'ho i soldi...)

8.5.08

la mia nuova cucina



(ma tanto non c'ho i soldi...)

15.4.08

Is there anybody out there?

Del risultato elettorale non mi interessa niente. E' solo un simbolo. dico solo che io non mi sento più di fare un cazzo. Il mondo, come lo vedo oggi - al di là della situazione politica - non mi appartiene più. Fino a qualche tempo fa c'era magari qualcosa che riconoscevo ancora come parte del mio mondo ma oggi no. Oggi, anche le piccole cose sono in mano ad altri (la politica, ripeto, non c'entra) e penso che sia naturale e giusto che sia così. Per gli esseri umani è difficile, se non impossibile, esserci senza mettersi in relazione con il mondo, rappresentarlo e proiettarlo dentro sè stessi per sapere di esistere. Una cosa è certa: non ci si può fermare. E allora vale la pena di godersela almeno un po', i più temerari diranno di tenere duro. Come diceva Corrado Guzzanti la risposta a tutto questo è dentro di noi: ma è sbagliata.

berlusconi ha vinto

da oggi mi sento vecchio. il mio mondo, così come l'ho sempre disegnato intorno alla realtà, non esiste più, si è sgretolato nel giro di qualche anno per cause diverse: l'esplosione della mia famiglia, il sogno irrealizzato di un lavoro che mi piace, le manette che i soldi ti mettono ai polsi quando di soldi non ne hai. il simbolo della mia vita che va a rotoli è rappresentato dal risultato elettorale perchè, da qualsiasi parte io lo guardi, non riesco a ritrovarmi, a sentirmi interessato ai prossimi anni. così per tutto: non mi riconosco più in niente. avrei bisogno di una semplificazione: vorrei che gli alieni mi rapissero. purtroppo però l'ultimo avvistamento italiano di ufo risale agli anni 90. aspetto che pian piano si faccia mezzogiorno per dire felice: e anche oggi abbiamo mangiato.

10.4.08

scusate ma è stato più forte di me

6.4.08

ma non abbiamo da prendere lezioni di democrazia da nessun BLOB (?)

La visione di questo filmato è consigliata a un pubblico.

Fu nel 1967 che vidi il mio primo cadavere ambulante. Ero un regista squattrinato e insieme ad altri squattrinati che lavoravano nel cinema vivevo a Pittsburgh, Pennsylvania. Ricordo che una volta qualcuno mi chiese: “Se vuoi fare dei film, com’è che te ne stai a Pittsburgh? Cioè, non è che sia proprio Hollywood”. “No” risposi, non lo è neanche per idea. È proprio per questo che mi piace qui. E poi, Hollywood non è l’unico posto dove i morti posso camminare. Nossignore. In quele occasioni rare in cui i morti decidono di alzarsi e camminare, vanno in ogni dannatissimo posto in cui gli vada di andare… E quell’estate 1967 ne vidi moltissimi vicino a Evans City (sempre in Pennsylvania), a pochi chilometri da Marte. (George A. Romero)