19.1.09

telelavoro? no grazie, me le lavoro da solo.


niente da fare. pare che non decolli. eppure i lati positivi sembrano essere di più di quelli negativi (e non ci vuole molto a capirlo). anzi, leggendo l'articolo del corriere sembra quasi che in italia si cerchino i lati negativi del telelavoro anche dove non ci sono. un esempio: "il nostro modello economico non si presta del tutto a questa modalità di lavoro. «La nostra economia si basa molto sul manifatturiero e in questo tipo di industria la presenza fisica del lavoratore è ineliminabile, perché il lavoro è manuale — spiega Luca Solari, docente di Organizzazione aziendale e Sviluppo delle risorse umane all'Università Statale di Milano —.". e ancora: «Le persone hanno bisogno di parlarsi e di vedersi — dice Claudio Treves, responsabile del dipartimento Politiche attive del lavoro della Cgil —. Non è tutto risolvibile con la webcam e i messanger." siamo alle solite. non bisogna mai dimenticarsi che siamo nel paese del canto. ognuno sproloquia come può. e allora? allora cantiamo: iamme iamme iamme iamme ià.... iamme... iamme... eeeeee... bello no. e avanti!

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Fu nel 1967 che vidi il mio primo cadavere ambulante. Ero un regista squattrinato e insieme ad altri squattrinati che lavoravano nel cinema vivevo a Pittsburgh, Pennsylvania. Ricordo che una volta qualcuno mi chiese: “Se vuoi fare dei film, com’è che te ne stai a Pittsburgh? Cioè, non è che sia proprio Hollywood”. “No” risposi, non lo è neanche per idea. È proprio per questo che mi piace qui. E poi, Hollywood non è l’unico posto dove i morti posso camminare. Nossignore. In quele occasioni rare in cui i morti decidono di alzarsi e camminare, vanno in ogni dannatissimo posto in cui gli vada di andare… E quell’estate 1967 ne vidi moltissimi vicino a Evans City (sempre in Pennsylvania), a pochi chilometri da Marte. (George A. Romero)