21.1.09

le majors: basta lotta al download illegale! aleee ooooh. o no?


la notizia è di ieri, ma sinceramente io non ho ancora capito che razza di notizia sia... qual è il punto? se è vero che il 95% della musica è scaricata illegalmente il problema non si risolve con una dichiarazione. cioè tu casa discografica decidi che non farai più causa a utenti che scaricano illegalmente. bene. è un problema tuo. non penso che così si scaricherà di meno.
ammesso che di problema si parli. con internet sono cambiate le modalità, le tipologie, la quantità e la qualità. e anche un sacco di altre cose... certo non entrare in questo nuovo sistema di riferimento, almeno per chi si occupa di bizness (perchè il punto è fare soldi, non diffondere cultura musicale), potrebbe essere un problema, questo sì.
una domanda buttata lì: è possibile che la sony-bmg, che controlla più della metà del mercato musicale mondiale, rischi la bancarotta perchè chi scarica lo fa gratis invece di pagare 99 cents? mmm.............
altra questione è il diritto d'autore. ma anche no. il diritto d'autore in italia è regolato dalla siae. la siae funziona come la mafia. se vuoi fare uno spettacolo o un concerto devi pagare, se no... prendi la muuuultaaaaa. cazzo! ma non c'entra niente con il diritto d'autore. e non credo che la questione sia: ho scirtto una canzone, adesso la tutelo, così la metto sul borderaux, così mi arriva un bell'assegno. la siae non tutela e non diffonde la cultura. la siae deve chiudere.
la cultura musicale va incentivata, diffusa e protetta il più possibile. questo, come in tutte le cose, ha poco a che fare con grandi guadagni. si consolino le majors: almeno una cosa internet la comunica a tutti gratis: chi troppo vuole nulla stringe.

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Fu nel 1967 che vidi il mio primo cadavere ambulante. Ero un regista squattrinato e insieme ad altri squattrinati che lavoravano nel cinema vivevo a Pittsburgh, Pennsylvania. Ricordo che una volta qualcuno mi chiese: “Se vuoi fare dei film, com’è che te ne stai a Pittsburgh? Cioè, non è che sia proprio Hollywood”. “No” risposi, non lo è neanche per idea. È proprio per questo che mi piace qui. E poi, Hollywood non è l’unico posto dove i morti posso camminare. Nossignore. In quele occasioni rare in cui i morti decidono di alzarsi e camminare, vanno in ogni dannatissimo posto in cui gli vada di andare… E quell’estate 1967 ne vidi moltissimi vicino a Evans City (sempre in Pennsylvania), a pochi chilometri da Marte. (George A. Romero)