
Uno scrittore afghano che ha viaggiato nei confini della sua terra per 24 anni portando con sè il tappeto di sua madre e un misero sacchetto di banconote ha vinto il premio più importante della Francia, il
Goncourt.
Lui si chiama Atiq Rahimi, ha 46 anni ed è il secondo autore straniero a vincere il Goncourt negli ultimi tre anni. Il romanzo premiato, “Syngue sabour”, parla dell’oppressione delle donne in Afghanistan.
Fu nel 1967 che vidi il mio primo cadavere ambulante. Ero un regista squattrinato e insieme ad altri squattrinati che lavoravano nel cinema vivevo a Pittsburgh, Pennsylvania. Ricordo che una volta qualcuno mi chiese: “Se vuoi fare dei film, com’è che te ne stai a Pittsburgh? Cioè, non è che sia proprio Hollywood”. “No” risposi, non lo è neanche per idea. È proprio per questo che mi piace qui. E poi, Hollywood non è l’unico posto dove i morti posso camminare. Nossignore. In quele occasioni rare in cui i morti decidono di alzarsi e camminare, vanno in ogni dannatissimo posto in cui gli vada di andare… E quell’estate 1967 ne vidi moltissimi vicino a Evans City (sempre in Pennsylvania), a pochi chilometri da Marte. (George A. Romero)
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